Vita

“As a photographer, I don’t feel to be a dedicated artist. I can see the art that is surrounding us, that is inside of us. I can see the little special thing, its beauty in everything and everybody. I am catching emotions and bring them into pictures – this is my expression of art.
I take pictures on assignment, and of course they have to be put together. But what matters most is that each picture stands on its own, with its own place and its own emotions.”

Sascha Hirschner was born as a child of the wild ‘70s in Heidelberg/Germany, the second most beautiful and adorable city in the world. Until 2006, he was working as an art director, designing advertising. His passion, no obsession for photography begun at the age of 13. With 15 he already was working as a ”freelance photojournalist“ for a public Heidelberg newspaper. Over the years he auto-didactically professionalized his passion for photography and started to shoot first commercial projects. With his interest for street photography and social themes, first own art projects followed that had been exhibited in and around Heidelberg. The falsehood of advertising caused him to exit his career as an art director. He was gambling around as a freelance graphic artist, construction worker, delivery boy for medical instruments, software developer, bouncer at a cathouse and of course, as a freelance photographer. In the summer of 2012, a couple of months after his daughter was born, he had the courage and decided to work from now on as a professional photographer. His photographical emphasis is about editorial, documentary, and emotional portraits. Right now he is working on a long time documentary about the integration of political refugees from Syria in Germany. He loves Italy and adores Venice, the MOST beautiful city in the world. Another long time documentary is about “The Urban Heart of Venice”. His images are supposed to provide a differentiated emotional look beyond the omnipresent medial flood of pictures.

“Come fotografo non mi sento di essere un artista dedicato all’arte. Vedo l’arte intorno a noi e l’arte che è dentro di noi. Vedo il dettaglio, quella cosa semplice e speciale, la bellezza di tutto e di tutti. Catturo le emozioni e le porto alla luce nelle mie foto. Questa è la mia arte. Faccio le foto IN TRASFERTA e poi devono essere messe insieme, ma quello che conta di più e che ogni foto è unica con il proprio luogo e le proprie emozioni”.

Sascha Hirschner è figlio degli anni settanta, nato a Heidelberg/Germania, la seconda città più bella ed adorabile al mondo. Fino al 2006 ha lavorato come direttore grafico nel settore pubblicitario. La sua passione, o meglio ossessione, per la fotografia è iniziata all’età di 13 anni. A 15 anni era già fotogiornalista e lavorava come libero professionista per un giornale di Heidelberg. Negli anni, come auto-didatta, la sua passione è diventata una professione e ha iniziato a realizzare i suoi primi progetti commerciali. Il suo interesse per la fotografia “di strada” e verso i temi sociali lo ha portato a fare numerose mostre nella città di Heidelberg e nei dintorni.
Nel frattempo, l’ipocrisia del mondo della pubblicità lo ha spinto ad abbandonare la sua carriera di direttore grafico. La sua decisione ha portato Sascha a fare numerosi lavori come grafico libero professionista, operaio edile, fattorino per un produttore di strumenti sanitari, buttafuori di un bordello e, naturalmente, fotografo freelance. Durante l’estate del 2012, un paio di mesi dopo la nascita della sua figlia, ha deciso di seguire la professione di fotografo. L’enfasi fotografica del suo lavoro si concentra sugli editoriali, documentari e ritratti emotivi. In questo momento sta lavorando su un documentario a lungo termine sull’integrazione dei rifugiati politici siriani in Germania. Sasha è innamorato dell’Italia e adora Venezia, la città più bella del mondo. Un altro dei sui progetti a lungo termine si concentra sul “cuore urbano di Venezia”. Le sue fotografie intendono ritrarre un aspetto emotivo che guarda al di là di quello che viene solitamente ripreso e proposto nella moltitudine delle immagini mediatiche.